Ci muoviamo con estrema attenzione nel mondo muliebre. Siamo circondati da troie grossolane, desiderose solo di essere fottute in culo. Tuttavia, nelle regioni dei laghi montani, e anzi forse fin dentro le corti o presso il Dorato Talamo, vigila e splende quest’amor fou per

Questo è certamente l’Inferno. Angusto e cupo, e dominato dalla ripetizione. La vita ci rompe il culo con hitleriana perizia, il conquistador rapito da sogni di città d’oro finisce inghiottito da una giungla muta. Al solito Dio pecca d’assenza, e il cielo è fastidiosamente vuoto, e ridicolo. Vivere è un processo di devastazione accelerata, una farsa tremenda che non fa più ridere nessuno. Un ininterrotto blackout. In definitiva un’esperienza ripugnante e un insopportabile travaglio, che riduce le menti e i corpi a pezzi, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, istante dopo istante. Eppure ci ostiniamo con il nostro cacare, con il nostro pisciare, sborrare, vomitare. Ci ostiniamo a spalancare a comando quei sorrisi del cazzo. Se non fossimo così vigliacchi ci saremmo ammazzati già da molto tempo nella maniera più sbrigativa. Scrivere parole salubri, che possano aiutare a ritrovare speranza, è tutto ciò che ci resta. Invitare con slancio ad AMARE l’esistenza, nella sua pienezza di gioia, è ormai un dovere che abbiamo fatto nostro. Il diario di giorni lieti, pieni di sole e umano calore: questo siamo intenzionati a lasciare. E che qualcuno ci perdoni, se abbiamo peccato di troppo entusiasmo.

Esilarante, arguta, impietosa sonda nell'eterno femminino...
'Nel corso della sua vita coniugale si era abituata a concedere i propri favori al suo ricco protettore con tanta abilità, tanto calcolo e così efficienti sistemi di partecipazione fisica, che, benché si ritenesse matura per l'adulterio, era di fatto pronta da tempo per il meretricio'
'King, Queen, Knave'